Cerchiamo Claudia per il cortometraggio di Volevo Solo Amore

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«Che succede? Hai avuto un incubo?» La voce ancora impastata dal sonno di Leonardo le fece voltare la testa.
«Già!» si limitò a commentare con un sospiro, stendendosi e poggiando di nuovo la testa sul cuscino.
«Scusami, non volevo svegliarti» aggiunse Claudia.
L’uomo le si accoccolò più vicino e le posò una mano sullo stomaco piatto. «Non importa!» disse mentre le sue dita partivano in una lenta esplorazione verso il basso, fino a raggiungere i riccioli del suo sesso. «Comunque conosco un metodo infallibile per scacciare i brutti sogni…» le sussurrò all’orecchio, cominciando a muoverle sapientemente dentro di lei.
«Allora fammi vedere quello che sai fare!» replicò Claudia chiudendo gli occhi e concentrandosi sulle sensazioni che stava provando. Perché non voleva ricordare nulla di quella maledetta mattina! Perché aveva bisogno di spegnere la mente, annichilirla, in modo da non concederle il potere di sottometterla. Era una strategia che aveva sperimentato nel corso degli anni, l’unica che avesse mai sortito qualche risultato: ogni volta che un barlume di quello schifo che aveva vissuto cercava di affacciarsi al suo cervello, obbligava il proprio corpo a una sfrenata attività fisica: poco importava che si trattasse di una seduta in palestra, di lavori domestici o di sesso. L’importante era tenere occupata la mente con qualcos’altro. Leonardo, ignaro di ciò che le passava per la testa, non si lasciò pregare. Prima continuò a eccitarla un altro po’ con le dita, poi le divaricò le gambe con un ginocchio e vi si posizionò in mezzo. «Sei uno spettacolo!» le disse, gli occhi brillanti di desiderio mentre percorreva il suo corpo nudo con lo sguardo. «Ora banchetterò con la tua carne e annullerò ogni tuo pensiero» affermò. «Non chiedo altro!» replicò lei in un soffio.

Volevo Solo Amore

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